Immigrazione: la politica è assente

Il ruolo della politica
aldo masullo
Il filosofo Aldo Masullo

Il filosofo irpino Aldo Masullo ha affrontato il difficile tema “immigrazione” in un articolo pubblicato su “Il Mattino” il 26 agosto 2017.  Masullo punta il dito contro la politica: “…manca l’energia dell’agire politico, la cui unica, intrinseca salvifica passione è la «responsabilità», la razionale volontà di prevenire i mali futuri d’una società, piuttosto che limitarsi avaramente a fronteggiare quelli presenti.” Il filosofo non fa sconti a nessuno, né a coloro che vorrebbero alzare muri e tenere fuori tutti, né a chi vorrebbe accogliere tutti.

Immigrazione: un tema difficile

Il tema dell’immigrazione è difficile da affrontare. Da un lato vogliamo garantire alle nostre comunità la sicurezza e il relativo benessere di cui godiamo. Dall’altro sentiamo la necessità di aiutare chi è più sfortunato di noi, chi fugge da guerra e fame.  Alziamo muri e reticolati o accogliamo tutti?  Ci sarà pure una via di mezzo.  Capire cosa fare e cosa proporre è difficile anche perché c’è chi inquina il ragionamento con bufale razziste e squallide balle ad uso populista.  Sarebbe meglio decidere cosa fare utilizzando la testa, i dati, e non la paura dettata dalla “pancia”. L’assenza di una informazione trasparente e facilmente verificabile permette a populisti e demagoghi di lavorare sulle paure della gente. E qui la colpa delle istituzioni è lampante.

Vediamo quali sono gli elementi che vanno chiariti per comprendere meglio gli aspetti della questione immigrazione.

immigranti - da dove vengono
Da dove arrivano i migranti secondo la rivista di geopolitica Limes
Perché l’immigrato ha lasciato la sua terra

Il primo tema è quello del motivo che induce l’immigrato a lasciare la sua terra.  Va via perché c’è la guerra e la violenza o perché c’è la fame?  Oppure, non c’è la fame ma vuole dare alla propria famiglia una possibilità di una vita migliore?  La legge e le convenzioni internazionali distinguono fra profughi, rifugiati politici e richiedenti asilo da un lato e gli immigrati clandestini e regolari dall’altro.  Per i primi c’è la protezione legale internazionale, mentre per gli immigrati, clandestini e regolari, le leggi dello Stato ospitante fanno testo. Come vanno classificati coloro che attraversano il Mediterraneo ma non fuggono da nessuna guerra? Come vanno trattati? Non c’è chiarezza né da parte della politica italiana, né da parte dell’Europa.

immigrati: nazionalità sbarchi in Italia
Fonte: Ministero degli Interni – 25 agosto 2017
Effetti sull’occupazione in Italia

Il secondo tema è l’effetto degli immigrati sull’occupazione in Italia.  Secondo vari studi, gli immigrati fanno solo i lavori che agli italiani non piacciono.  Sembra che non causino riduzione dei salari, ma sono flessibili e disposti a lavorare ovunque.  Ma, non è chiaro come conciliare questo dato con quelli sull’occupazione in Italia.  Infatti, tra il 2007 e il 2015 la popolazione straniera residente – al netto degli immigrati clandestini – è raddoppiata, passando da 2,5 milioni a 5 milioni, mentre nel medesimo periodo, la produzione industriale è scesa di 22 punti percentuali e la disoccupazione è cresciuta dal 6,1% all’11,4%. Non è chiaro quali siano i lavori che immigrati fanno che noi non vogliamo fare e come questo si integri con i dati sulla disoccupazione. Da uno studio pubblicato a febbraio sembra che in Italia ci sia richiesta di manodopera a basso costo e non qualificata. Questa arriva da fuori dal Paese, mentre si lascia andare via quella qualificata, ovvero i nostri laureati e specializzati.

Effetto immigrazione sull’Inps

Il terzo tema concerne gli effetti sulla spesa dello Stato. Sembra che, per il momento gli immigrati versino circa otto miliardi di contributi sociali all’anno e ne ricevano tre in prestazioni.  Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri, gli immigrati compensano la riduzione delle nascite in Italia, garantendo il finanziamento del sistema pensionistico.  Pertanto, per Boeri, chiudendo le frontiere agli immigrati “rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale” nell’arco dei prossimi 22 anni, fino al 2040. Infatti, secondo i calcoli dell’Inps, si spenderebbero 35 miliardi in meno, ma si incasserebbero 73 in meno, con un saldo negativo di 38 miliardi.

Immigrazione e rapporto con l’Europa
Immigranti: popolazione straniera in Europa
Popolazione straniera in Europa – fonte: sito LeNius

Il quarto tema concerne il rapporto con l’Europa.  Perché si ha la sensazione che i partner europei abbiano lasciato all’Italia ingrato compito di gestire i flussi migratori?  È vero o è solo propaganda anti-europea? Cosa prevedono gli accordi, come quello di Dublino?

Integrazione e sicurezza

Il quinto tema riguarda l’integrazione e il suo rapporto con la sicurezza, sia per quanto riguarda la criminalità ordinaria sia per il terrorismo. Cosa si fa per integrare gli immigrati che rimangono nei nostri territori? In altri posti, le politiche di integrazione sono mirate e dirette dall’alto. In Germania, il profugo deve sostenere, nei primi tre mesi, corsi di tedesco e di formazione per favorirne l’integrazione nelle fabbriche. L’amministrazione pubblica assegna la casa per evitare nascano ghetti. L’Italia cosa fa?

Informazione trasparente e bufale

Infine, c’è un immenso problema di comunicazione da parte delle autorità europee e italiane sul tema. Si lascia ai razzisti e bufolari di tutte le specie di creare “notizie” false sugli alloggi dati agli immigrati, sui sussidi e così via. Si spera di raccattare qualche voto apparendo come i veri difensori degli italiani, spargendo odio e disinformazione contro gli stranieri.  Di pari passo, i buonisti, pronti ad accogliere tutti senza che ci sia nessuna indicazione politica su come e cosa fare, creano altrettanti danni.

Ha ragione Aldo Masullo, è la politica che sta fallendo nel suo compito “di prevenire i mali futuri d’una società”. Noi aggiungiamo, non siamo conviti che la politica stia affrontando nemmeno quelli attuali in modo corretto.

Meridionalismo democratico e solidarietà

I meridionalisti democratici ribadiscono l’importanza della solidarietà e del rispetto dei diritti degli esseri umani, ricordando che anche noi siamo stati e siamo emigranti.  Lo Stato nazionale italiano ha l’obbligo di chiarire la sua politica verso l’immigrazione, stabilendo piani precisi di integrazione.  Infine, la politica nazionale non dovrà usare la scusa degli immigranti per deviare risorse destinate al Sud – i dati non sosterrebbero una nuova bufala sull’immigrazione.

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Nella foto in evidenza, rifugiati siriani che arrivano nella città giordana di Royashed il 5 dicembre 2013.  Foto EPA-Jamal Nasrallah

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Ecco l’articolo di Aldo Masullo pubblicato il 26 agosto 2017 su “Il Mattino”. Per leggere, cliccare sull’immagine.  Ecco il link per ascoltare su Radio Radicale il filosofo commentare il suo articolo.

immigranti: l'articolo di Aldo Masullo
L’articolo di Aldo Masullo pubblicato su “Il Mattino” del 26 agosto 2017 – pag. 1
immigrazione - Aldo Masullo
L’articolo di Aldo Masullo pubblicato su “Il Mattino” del 26 agosto 2017 – pag. 47