L’Aquila: tra fuga e immobilità

Aquila - le gru
L’Aquila sembra il set di un film surrealista
l'aquila - Alessandro Citarella
Alessandro Citarella – coordinatore campano dei Meridionalisti Democratici

Abbiamo visitato quella che era una città bella, operosa e ricca di attività. Dopo 8 anni dal terremoto abbiamo trovato il fantasma di ciò che era l’Aquila. Sono sparite solo le macerie. La visita è stata fatta in giorni ed orari in cui maggiore è la vita in una qualunque città di questo tipo. Viste poche persone ed una città composta da quartieri del tutto slegati tra loro, come tante cittadine a se stanti.

Proponiamo alcune foto emblematiche. Abbiamo evitato per rispetto agli aquilani le foto di alcuni palazzi grandi che mi ricordavano in qualche modo alcune zone di Beirut … scheletri disabitati ben in piedi con intonaci caduti, balconi semi-crollati, finestre e balconi aperti con tapparelle storte e senza vetri… come dopo un bombardamento ed una passata di cannonate.

Essere presi per i fondelli

l'aquila - passeggiata nella città surrealeGente dura ed abituata a soffrire sono gli abruzzesi, ma quando i governanti ti prendono per i fondelli portando personalità da tutto il mondo e poi facendo sedere in parlamento qualche concittadino , il più grande errore che puoi fare è quello di credergli, restare e provare ad investire tutto ciò che hai assieme a tanti altri per rimetterti in piedi e a far rinascere una città… che non è mai rinata. In tanti sono fuggiti e continuano giustamente a farlo. Tra poco arriveranno ancora soldi, non molti poiché i governi italiani per bocca dei loro rappresentanti sanno inscenare bei film di propaganda, ma hanno necessità di voti… e quando hanno necessità ti prendono per la gola offrendoti aiuti e soldi… da restituire con gli interessi ovviamente.

Chissà se le persone che andranno a votare finalmente capiranno, dopo aver visto con i loro occhi e provato sulla loro pelle chi sono questi soggetti e li allontaneranno definitivamente dal loro pensiero di voto.

Il Villaggio Trentino

I giornali di quest’anno parlano ancora di molti bambini che vanno a scuola nei container. Noi abbiamo incontrato addirittura un “villaggio trentino” a pochi km da l’Aquila, ancora abitato… è stato pagato dalla Provincia Autonoma di Trento, ed è tanto meglio di quello schifo di prefabbricati costati un patrimonio e che stanno cadendo a pezzi. L’80% dei monumenti sono sprangati, il centro storico ha un che di molto sinistro. Stranamente in piedi sono rimasti i palazzi ed i monumenti dell’Era Fascista. In molti casi addirittura le lastre esterne di pietra sono intatte. E c’è un mare di impalcature, di camicie di forza in acciaio attorno alle case, una infinità di gru. Ferme come un qualcosa a metà tra i mostri e la speranza.

l'aquila-città irrealePochissimi esercizi commerciali aperti e chiusi diversi alberghi storici, poca gente in giro, pochi ristoranti in funzione, ma bei visi, più forti delle disgrazie e della grettezza dei governanti italioti e dei loro lacchè locali.

L’Aquila risorgerà

l'aquila - città surrealeL’ Aquila risorgerà solo se lo farà come ha sempre fatto: da sola, e se terrà lontano da se i politici che contano, farà prima e sarà libera da quel marciume oggi contrabbandato per perfezione e progresso.

Un mio personale pensiero va al Ministro della Cultura ed a quello dei Monumenti Storici. Ho visto e fotografato il Forte Spagnolo. Non l’ha mai chiuso nessuna palla di cannone o assedio, ci voleva la politica italiana per tenerlo chiuso. Il monumento che avrebbe dovuto essere aperto subito o in tempi brevi. Il simbolo ed il luogo di ritrovo chiuso. Grottesco!

Decantare e magnificarsi dove la gente, qui al Sud, già accorre da sola non è cosa onesta. Sarebbe cosa onesta andare una volta ogni 3 mesi a L’Aquila quando non ci sono le elezioni e darsi da fare. Ma questi sono i “politici italioti”.

Purtroppo, l’ Aquila era parte del nostro Regno delle Due Sicilie, vero ? Non è l’operosa Emilia… è solo un pezzo del Sud. Ma forse questi ministri una attenuante ce l’hanno… non conoscono la geografia…

Per i Meridionalisti — Alessandro “Alaister’ Citarella

l'aquila - città surreale
Il Castello Cinquecentesco (Forte Spagnolo)
Aquila - basilica di santa maria di collemaggio
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Mai più Ilside – l’incendio di Bellona

mai più ilside

Cosa c’era nel deposito della ex Ilside che l’11 luglio scorso è andato in fumo? La nube che ha invaso i comuni di Bellona, Caiazzo, Capua e Potelatone era tossica?  Chi è responsabile della gestione del sito. Che fine ha fatto la sua bonifica? Chi ha appiccato il fuoco e perché? E’ ora di dire “mai più Ilside” assieme al Comitato Cittadino Bellona-Triflisco.

Cosa c’era nel sito?

Andiamo in ordine.  Secondo una denuncia dell’avvocato Pietro Romano, ex consigliere comunale e capogruppo del PD di Bellona, nel sito “c’erano rifiuti ospedalieri, rifiuti liquidi e rifiuti speciali pericolosi di altra natura, ammassati nel piazzale”.  Secondo Romano, “c’erano persone che entravano e depositavano materiali senza alcun controllo.”

Era tossica la nube che si è sprigionata?

mai più ilside - città di bellona ai cittadiniNel documento del 24 luglio 2017, l’ARPAC ha riportato che “si desume la presenza, nell’aria ambiente campionata, di Benzene, Formaldeide, Acetaldeide ed altre sostanze ivi riportate.”  Il comunicato prosegue: “Inoltre, si segnala, come riportato nella relazione di sopralluogo già pubblicata, che sono stati interessati dall’incendio dell’11.07.2017 anche rifiuti contenenti amianto e che, per tale motivo, è stato effettuato anche un campionamento di fibre aerodisperse presso la località Ferranzano (alla distanza di circa 1 km dal sito oggetto dell’incendio … di cui si pubblica rapporto di prova.”  Il comunicato conclude demandando “all’autorità sanitaria le valutazioni in ordine ad eventuali provvedimenti da adottare in relazione alla natura e alla concentrazione delle sostanze rilevate.”

Successivamente l’ARPAC ha pubblicato sul suo sito il 16 agosto che per tre diversi test “tutti i parametri del presente rapporto di prova, il campione presenta valore di concentrazione inferiore alla concentrazione soglia di contaminazione per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale”

 mai più ilside - il sito brucia

chi è responsabile della gestione del sito?

Tina Palomba descrive in un articolo i vari passaggi nella gestione del sito negli ultimi anni. “La Ilside, società srl, oggi in liquidazione, dal 2007, quando è stata venduta dall’imprenditore Michele della Gatta, si è servita di tre società nella gestione del sito di stoccaggio: la prima la Jacorossi che faceva capo al noto imprenditore romano Ovidio Jacorossi, la seconda La Gardenia, che avrebbe fatto capo pure alla famiglia Actis con sede legale a Roma e la terza Kokio la cui sede, indovinate un po’ dove si trova?  La sede legale è in un bellissimo paradiso fiscale che si chiama Lussemburgo , …e dove non è possibile risalire alle persone fisiche in carne ed ossa a cui fa capo.”

Una interrogazione parlamentare di alcuni senatori del Movimento 5 Stelle fa una dettagliata cronistoria delle vicissitudini della Ilside dal 2007 ad oggi. Rimandiamo i lettori al documento originale dell’1 agosto 2017.

Rilanciamo l’ultimo documento del Comitato Cittadino Bellona/Triflisco per la riunione della giunta regionale del 13 settembre 2017

Mai più Ilside - il Comitato cittadino Bellona-Triflisco

Il Comitato non si arresta di fronte all’ostracismo della burocrazia. Ha formalizzato a mezzo PEC la richiesta di presenziare all’incontro del 13 settembre 2017 in Giunta Regionale.  Ha ribadito con forza l’insopprimibile diritto a partecipare al processo decisionale concernente la questione Ilside. Prosegue in modo deciso sul cammino della salvaguardia del territorio e della tutela della salute dei cittadini.

Pubblichiamo la richiesta corredata dalla mail inviata agli organi della Regione e, per conoscenza, al Comune di Bellona, ARPAC e UTG di Caserta.

Buongiorno a tutti,

con la presente lo scrivente Comitato cittadino Bellona/Triflisco, preso atto della convocazione per la data del 13/09/2017 del Sindaco del Comune di Bellona e del Sig.re Terlizzi Ferdinando, nella qualità di liquidatore della Ilside SRL, presso la Giunta Regionale, chiede di poter presenziare ed intervenire alla audizione di cui sopra a mezzo di propri tre delegati.

Si significa che, nonostante tutte le sollecitazioni notificate alle autorità competenti, nonostante le manifestazioni di piazza, ad oggi nessun intervento fattivo e risolutivo per la messa in sicurezza del sito di stoccaggio è stato realizzato. A riprova di quanto prima si segnala la legittima apprensione della cittadinanza costretta quotidianamente a convivere con le fumarole ancora attive all’interno del sito da circa sessanta giorni.

La presenza del Comitato civico, portatore dell’interesse diffuso alla risoluzione della annosa questione Ilside, si rende necessaria per ragioni di trasparenza e costruttiva partecipazione alle attività che verranno poste in essere.

Si rappresenta alle SS.VV. che il diritto di partecipazione dei cittadini a riunioni di interesse pubblico è sancito dal Titolo III, art. 11, dello Statuto della Regione Campania. nonché dalla Carta Costituzionale vigente.

–Bellona 09/09/2017 Comitato cittadino Bellona/Triflisco.

 

La posizione dei Meridionalisti Democratici: mai più ilside

I Meridionalisti Democratici sostengono totalmente il Comitato Cittadino Bellona-Triflisco.  La difesa del territorio, la sua bonifica e il suo rilancio sono battaglie democratiche e meridionaliste, senza “se e senza ma”.

Mai più ilside - Manifesto 5 settembre 2017

Bravissimi soccorritori!

bravissimi soccorritori

Non è nostra intenzione fare in questo momento alcuna analisi politica relativa alla prevenzione, agli investimenti da fare per le costruzioni, al comportamento del governo nazionale, o il comportamento dei soliti razzisti annidati nelle redazioni dei giornali e delle televisioni nazionali. Per ora vogliamo concentrarci sui soccorsi e sulle meravigliose persone che fanno tutto il necessario per salvare vite.  Parliamo dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, del personale sanitario, del personale della protezione civile, dei tantissimi volontari. Bravissimi soccorritori!

Ecco, durante un momento di bufale che girano in rete contro gli scienziati, contro i vulcanologi, contro chi gestisce le emergenze, contro i medici, noi vogliamo testimoniare la fiducia assoluta che abbiamo nei confronti della maggioranza delle persone, condividendo con i nostri lettori questo bellissimo video prodotto da fanpage.  Facciamo politica come meridionalisti e democratici perché crediamo nella bontà della stragrande maggioranza degli esseri umani. Il meridionalismo si concentra sull’eliminazione della disuguaglianza territoriale, evidenziando problemi e pregi dei nostri territori.


Nel video, momenti di grande emozione per i vigili del fuoco che hanno salvato i tre fratellini di Casamicciola. 

Seguono alcuni estratti dal racconto  che il Corriere della Sera online ha fatto in tempo reale durante la giornata del 22 agosto 2017.

«Ciro è un eroe»

«Ciro è un eroe e deve essere riconosciuto come tale ha salvato sé stesso e i fratellini – ha detto il tenente della Guardia di Finanza di Ischia Pietro Gentile, primo ad arrivare sul luogo del crollo di Casamicciola – è rimasto sveglio tutta la notte e ha guidato i soccorsi. Ha avuto una lucidità e una maturità incredibile per i suoi 11 anni».

BRAVISSIMI SOCCORRITORI

Tra i soccorritori che hanno salvato i tre fratellini di Ischia ci sono anche i Vigili del Fuoco del team di ricerca del Lazio, e Teresa Di Francesco, l’unica donna della squadra che nel gennaio scorso è intervenuta nei soccorsi dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara). La donna era stata impegnata nel salvataggio dei bambini rimasti intrappolati nella sala biliardo dell’albergo. «Quando li trovi vivi e li salvi sei ripagato per le prossime tre vite» ha detto.

Nonna dei bimbi: «Eravamo morti ora siamo rinati»

«Non so come definirlo se non un miracolo, eravamo tutti morti e siamo rinati» ha detto Erasma De Simone, la nonna dei tre bambini salvati dalle macerie. Che ha poi aggiunto: «Ciro è stato coraggioso, si preoccupava dei fratellini, Mattias mi ha chiesto dove era il suo salvadanaio»

Medici: «I tre bimbi miracolosamente sani»

«Per i tre bambini salvati dalle macerie abbiamo assistito ad un verso miracolo. Sono miracolosamente sani». Così Virginia Scafarto, direttrice sanitaria dell’ospedale Rizzoli di Ischia descrivono le condizioni di Pasquale, Mattias e Ciro, i tre bambini estratti dalle macerie a Casamicciola. Ciro, l’ultimo ad essere tirato fuori, ha riportato escoriazioni e piccole ferite e la frattura del terzo metatarso del piede destro. Il fratellino Mattias ha invece riportato un lieve trauma cranico, traumi alla clavicola e braccio sinistri, ed escoriazioni multiple al torace. I tre bambini saranno dimessi dall’ospedale mercoledì.

«Ciro ci parlava del fratello»

«Ciro è stato sempre lucidissimo – hanno raccontato i Vigili del Fuoco che hanno estratto il bambino dalle macerie – Chiedeva di essere aggiornato costantemente, ci riferiva del fratello e ricordava bene il momento in cui è avvenuto il terremoto»

Per il comandante della Tenenza di Ischia della Guardia di Finanza Andrea Gentile «È stato Ciro a salvare il fratellino Mattias.  Dopo la scossa lo ha preso e lo ha spinto con lui sotto al letto, un gesto che sicuramente ha salvato la vita a entrambi. Poi con un manico di scopa ha battuto contro le macerie e si è fatto sentire dai soccorritori»

bravissimi soccorritori - foto prima e dopo casamicciola
L’abitazione crollata prima e dopo il sisma nel foto-confronto fra le immagini di Google Maps e il video girato dall’alto dai Carabinieri.  È possibile osservare il tessuto urbano di Casamicciola prima del sisma che ha colpito l’isola di Ischia. Nelle foto la casa di tre piani che è crollata e ha intrappolato per ore i tre fratelli poi tratti in salvo dai soccorritori. L’abitazione è collassata subito dopo la scossa di magnitudo 4.0
Immagini da Google – pubblicati da La Repubblica online 22/08/17

Incendi Vesuvio: cabina di regia un po’ tardiva

Incendi sul Vesuvio

Leggiamo con piacere che il Prefetto di Napoli, i tredici sindaci dei comuni Vesuviani, il vicepresidente della Regione Campania, il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, i rappresentanti delle forze dell’ordine e altre autorità hanno tenuto una importante riunione in Prefettura il 21 luglio 2017 per creare un coordinamento per gestire l’emergenza incendi . Bene. I ladri hanno svaligiato la casa due o tre volte di seguito e finalmente si mette la porta blindata e si installa un sistema d’allarme (ricorda il vecchio detto napoletano “Dopp’ arrubbate, Pullecenella mettette ‘e cancielle ‘e fierro” oppure “Fà comme a Santa Chiara: dopp’ arrubbata ce mettetero ‘e pporte ‘e fierro.”).
–Meglio tardi che mai.

l'incontro in Prefettura fra i sindaci, il prefetto e altre autorità il 21 luglio 2017
Incontro in Prefettura fra i sindaci, il prefetto e altre autorità.
Foto pubblicata su “Il Mattino” il 22 luglio 2017

I nostri territori sono afflitti da troppo tempo da questo modo di governare. I “coordinamenti” delle autorità e le “collaborazioni” fra diversi livelli istituzionali avvengono quasi sempre dopo un fatto luttuoso, un disastro naturale. Insomma, c’è bisogno dell’emergenza per fare quello che dovrebbe avvenire nell’ordinario, attraverso il buon governo, la normalità.  Quando accade un’emergenza, si dovrebbe mettere in atto quanto studiato prima, quanto pianificato, quanto coordinato e stabilito con compiti precisi e suddivisioni delle responsabilità.

INCENDI VESUVIO

Paolo Barbuto scrive su “Il Mattino” che nell’incontro del 21 luglio è stata creata una “cabina di regia nella quale ognuno ha assunto compiti precisi”. Incredibile ma vero, ora si parla di “compiti precisi”.  L’articolo continua con la descrizione dei compiti, che non sembrano tanto precisi, anzi, non sembrano affatto dei compiti: “La Regione sarà unico punto di riferimento per la segnalazione e il coordinamento degli interventi antincendio, la città Metropolitana si occuperà di fornire nuovi mezzi per lo spegnimento da terra ai comuni che circondano il vulcano, la Prefettura convocherà riunioni bisettimanali per ascoltare le esigenze dei territori.”

Pensavamo che il territorio attorno al Vesuvio avesse già un sistema di gestione dell’emergenza che prevedesse una cabina di regia di altissima qualità. I dubbi sulla capacità dello Stato e delle istituzioni locali nel gestire un’emergenza più grave di quella degli incendi sono tanti e sono confermati da quello che sta succedendo in questi giorni.

MANCATA manutenzione e pianificazione

L’emergenza incendi che sta affliggendo il nostro Sud è il risultato di tanti fattori che vanno dalla mancata manutenzione dei territori all’attività criminale dei piromani.  La storia degli incendi al Sud va avanti da tantissimo tempo in perfetta linea con la pessima gestione del territorio e con la politica nazionale che tratta l’intero Sud come una colonia interna che non merita né infrastrutture moderne, né un sistema di gestione delle emergenze secondo criteri già in essere nei paesi più avanzati.  Il Vesuvio è un vulcano che merita rispetto, tanto rispetto, e non perdonerà approssimazioni se un giorno decidesse di svegliarsi.

Articolo di Paolo Barbuto il mattino 22 luglio 2017 - incendi sul Vesuvio
Articolo di Paolo Barbuto, pag. 39, “Il Mattino” del 22 luglio 2017, prima parte. Fare clic per ingrandire.
Parte finale dell'articolo di Paolo Barbuto, p. 39, "Il Mattino" - incendi sul Vesuvio
Parte finale dell’articolo di Paolo Barbuto, p. 39, “Il Mattino” del 22 luglio 2017

 

La foto del Vesuvio è di Nicola Olivieri ed è stata scattata il 12 luglio 2017 dalla collina di Posillipo