Incendi Vesuvio: cabina di regia un po’ tardiva

Incendi sul Vesuvio

Leggiamo con piacere che il Prefetto di Napoli, i tredici sindaci dei comuni Vesuviani, il vicepresidente della Regione Campania, il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, i rappresentanti delle forze dell’ordine e altre autorità hanno tenuto una importante riunione in Prefettura il 21 luglio 2017 per creare un coordinamento per gestire l’emergenza incendi . Bene. I ladri hanno svaligiato la casa due o tre volte di seguito e finalmente si mette la porta blindata e si installa un sistema d’allarme (ricorda il vecchio detto napoletano “Dopp’ arrubbate, Pullecenella mettette ‘e cancielle ‘e fierro” oppure “Fà comme a Santa Chiara: dopp’ arrubbata ce mettetero ‘e pporte ‘e fierro.”).
–Meglio tardi che mai.

l'incontro in Prefettura fra i sindaci, il prefetto e altre autorità il 21 luglio 2017
Incontro in Prefettura fra i sindaci, il prefetto e altre autorità.
Foto pubblicata su “Il Mattino” il 22 luglio 2017

I nostri territori sono afflitti da troppo tempo da questo modo di governare. I “coordinamenti” delle autorità e le “collaborazioni” fra diversi livelli istituzionali avvengono quasi sempre dopo un fatto luttuoso, un disastro naturale. Insomma, c’è bisogno dell’emergenza per fare quello che dovrebbe avvenire nell’ordinario, attraverso il buon governo, la normalità.  Quando accade un’emergenza, si dovrebbe mettere in atto quanto studiato prima, quanto pianificato, quanto coordinato e stabilito con compiti precisi e suddivisioni delle responsabilità.

INCENDI VESUVIO

Paolo Barbuto scrive su “Il Mattino” che nell’incontro del 21 luglio è stata creata una “cabina di regia nella quale ognuno ha assunto compiti precisi”. Incredibile ma vero, ora si parla di “compiti precisi”.  L’articolo continua con la descrizione dei compiti, che non sembrano tanto precisi, anzi, non sembrano affatto dei compiti: “La Regione sarà unico punto di riferimento per la segnalazione e il coordinamento degli interventi antincendio, la città Metropolitana si occuperà di fornire nuovi mezzi per lo spegnimento da terra ai comuni che circondano il vulcano, la Prefettura convocherà riunioni bisettimanali per ascoltare le esigenze dei territori.”

Pensavamo che il territorio attorno al Vesuvio avesse già un sistema di gestione dell’emergenza che prevedesse una cabina di regia di altissima qualità. I dubbi sulla capacità dello Stato e delle istituzioni locali nel gestire un’emergenza più grave di quella degli incendi sono tanti e sono confermati da quello che sta succedendo in questi giorni.

MANCATA manutenzione e pianificazione

L’emergenza incendi che sta affliggendo il nostro Sud è il risultato di tanti fattori che vanno dalla mancata manutenzione dei territori all’attività criminale dei piromani.  La storia degli incendi al Sud va avanti da tantissimo tempo in perfetta linea con la pessima gestione del territorio e con la politica nazionale che tratta l’intero Sud come una colonia interna che non merita né infrastrutture moderne, né un sistema di gestione delle emergenze secondo criteri già in essere nei paesi più avanzati.  Il Vesuvio è un vulcano che merita rispetto, tanto rispetto, e non perdonerà approssimazioni se un giorno decidesse di svegliarsi.

Articolo di Paolo Barbuto il mattino 22 luglio 2017 - incendi sul Vesuvio
Articolo di Paolo Barbuto, pag. 39, “Il Mattino” del 22 luglio 2017, prima parte. Fare clic per ingrandire.
Parte finale dell'articolo di Paolo Barbuto, p. 39, "Il Mattino" - incendi sul Vesuvio
Parte finale dell’articolo di Paolo Barbuto, p. 39, “Il Mattino” del 22 luglio 2017

 

La foto del Vesuvio è di Nicola Olivieri ed è stata scattata il 12 luglio 2017 dalla collina di Posillipo

Incendi boschivi: i danni della riforma “Madia”

Incendi boschivi – Forestale e servizi antincendio fermi perché lo Stato non ha finalizzato correttamente la “riforma Madia“!?  Probabilmente sì.

Accanto ai cambiamenti climatici manca una seria ed avveduta politica di prevenzione.

Elicotteri a terra senza manutenzione, personale bloccato dalla burocrazia, convenzioni regionali che mancano. È in queste condizioni che la macchina dello Stato si è presentata all’appuntamento con l’emergenza incendi.
Secondo la Protezione Civile la flotta statale è così composta: 16 Canadair e 20 elicotteri, ai quali vanno aggiunti altri 34 in dotazione alle Regioni.

È infatti in capo alle Regioni la competenza dello spegnimento, a cui lo Stato centrale fornisce supporto. Tra questi, ci sono i 32 elicotteri che erano in dotazione al Corpo Forestale. Secondo il Verde Angelo Bonelli (che su questo ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla procura di Roma), per effetto della legge Madia che ne ha decretato lo scioglimento “16 sono andati ai Carabinieri e 16 ai Vigili del Fuoco. Ma quelli che sono andati ai Carabinieri non possono essere utilizzati perché devono rispondere a criteri diversi rispetto al precedente corpo d’appartenenza. E poi chi deve guidare quegli elicotteri deve fare degli aggiornamenti per assolvere ai criteri di volo previsti. Solo quattro sono in utilizzati”, denuncia Bonelli.

Di 8.000 effettivi del CFS, 6400 sono andati a Carabinieri ma non svolgono attività di spegnimento perché la legge non lo prevede. Circa 1200 sono stati collocati in diverse strutture della Pubblica amministrazione. Solo 360 sono stati trasferiti ai Vigili del Fuoco.

Prima della Riforma Madia il personale CFS assolveva alla funzione di Dos (direttori operazioni spegnimento) mentre ora le attività di spegnimento sono in capo solo ai Vigili del fuoco che sono sotto organico di tremila unità. La riforma era stata pensata per tagliare le spese CONTRO GLI INCENDI !!!
Inoltre esiste una Convenzione che le Regioni sottoscrivono con la Protezione Civile, ma quest’anno ad esempio la Sicilia non l’ha sottoscritta. Ed è una delle Regioni più colpite degli incendi.

“Quello che è mancato in questa emergenza è stato il controllo del territorio. Quel controllo capillare che aveva il Corpo Forestale dello Stato è venuto meno”, dice all’HuffPost Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Cgil Vigili del Fuoco. Alla incredibile stupidità organizzativa si somma anche un atteggiamento reticente quando non omissivo non nuovo ai Ministri del Governo, che a domande specifiche sulla questione dei mezzi antincendio e del personale addetto non hanno voluto dare risposte! E noi cittadini pagheremo molto di più di quanto avremo risparmiato con una delle più dannose spending review della storia.

Qui le spiegazioni in dettaglio del disastro dovuto alla mancata organizzazione preventiva:http://www.huffingtonpost.it/…/elicotteri-fermi-personale-…/

Alessandro Citarella
Meridionalisti Democratici