Turismo in Calabria: niente di nuovo sotto il sole

Turismo Calabria

Turismo e rassegnazione: la Calabria è in via d’abbandono, perde sempre più abitanti ogni giorno e ora rischia di perdere anche i turisti.

di Roberto Longo, Coordinatore dei Meridionalisti Democratici della Calabria

Ed eccoci di nuovo d’estate a raccontarci del mare pulito e/o sporco, di quanto sono aumentate e/o diminuite le presenze per il turismo, ad ascoltare i trionfalismi dei politici di turno ed i pianti di altri. Ma la realtà attuale del turismo in  Calabria com’è?

Turismo in Calabria: lo stato delle cose

Abbiamo fatto un giro per la provincia di Vibo Valentia qualche giorno fa, la provincia di cui fa parte Capo Vaticano con la perla del turismo calabrese, Tropea, e veniva da piangere. L’aspetto che colpisce maggiormente è l’abbandono delle strade, lasciate senza alcuna manutenzione. La strada principale, la S.S. 18, con la carreggiata ristretta dalle piante presenti sui bordi della strada, con pochissimi tratti puliti mediante la tecnica dell’incendio delle erbacce che contribuisce a rendere orribile l’impatto con il territorio agli occhi dei turisti. La bruttezza della strada è compensata dagli stupendi panorami che valgono da soli la scelta di passare le vacanze in Calabria, una terra tanto bella quanto disperata.

Se poi lasci la S.S. 18 per avventurarti all’interno del Monte Poro, ti aspettano strade comunali piene di buche. Ci sono frazioni e piccoli Comuni abbandonati dagli abitanti, che nemmeno d’estate si ripopolano più. Neanche gli emigranti vogliono più tornare tanto spesso nella loro terra, e se lo fanno è per qualche parente che è rimasto.

Lo stato di abbandono delle strade
Tursimo -la strada statale 106 è inadeguata
La Strada Statale 106 è totalmente inadeguata e pericolosa

La Calabria è in via d’abbandono, perde sempre più abitanti ogni giorno, inesorabilmente. E perde anche turisti. La costa ionica è la più abbandonata, nonostante sia quella col mare più bello e pulito. Difficile da raggiungere, con una S.S. 106 decente solo per brevi tratti, senza un aeroporto, praticamente senza treni, lascia il cuore in frantumi se si confronta la sua selvaggia bellezza con l’assenza di bagnanti sulle sue spiagge.

Raggiungi Brancaleone e ti vien voglia di fermare l’auto e di farti un bagno in una spiaggia completamente deserta. Ecco allora che pensi che alla fine dei conti le Seychelles le abbiamo qui, a cosa serve andare così lontano, spendere tanti soldi, quando spiagge ancora più belle le abbiamo così vicine. E se fosse questo il messaggio da inviare ai turisti?

Rassegnazione da sconfiggere

Poi pensi che se venissero tanti turisti non troverebbero i servizi necessari, le strade confortevoli, ma soprattutto non troverebbero una regione serena. E’ devastata da incendi dolosi a scopo di lucro, con tanti, troppi, operatori turistici improvvisati. Ha una classe politica improvvisata e poco professionale e soprattutto prona al potere dei partiti nazionali. E con quale speranza nelle future generazioni se queste scappano dalla Calabria per non tornarvi più? Anche per questa stagione c’è da registrare comunque un aumento: quello della rassegnazione di un popolo che non vede più vie d’uscita. Né economiche, né sociali.

 

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