Fabbisogni standard e federalismo avvelenato

Meno hai, meno riceverai

“Il Mattino” del 2 settembre 2017 ha dedicato alcuni articoli alla determinazione dei fabbisogni standard e alle storture del federalismo avvelenato attualmente in funzione in Italia.  Dalla lettura degli articoli di Marco Esposito e Gigi Di Fiore emerge la massima del federalismo fiscale a trazione nordista: “meno hai, meno riceverai”.

Esposito denuncia che nel 2018 “una città capoluogo di regione, Potenza, si vedrà assegnare fabbisogno zero di trasporto pubblico locale, come già accade a Caserta e a Cosenza. Per lo Stato italiano, a Potenza non serve neppure un autobus cittadino, così come non sono necessari asili nido in città popolose come Portici, Pozzuoli, Casoria, Ercolano e San Giorgio a Cremano.”

fabbisogni standard - il mattino pagina 4 del 2 settembre 2017
Fonte: pagina 4 de “Il mattino” del 2 settembre 2017
Commissione Tecnica Fabbisogni Standard

Il giornalista meridionalista informa che dal 2015 c’è un meccanismo perverso che viene utilizzato per calcolare “i fabbisogni standard” di tutti i 6.664 comuni italiani. La Commissione Tecnica Fabbisogni Standard (CTFS) decide “non in base alle necessità della popolazione ma ai servizi erogati, quando misurabili, oppure alla spesa storica”. Pertanto, il finanziamento degli asili nido si calcola sulla spesa storica per tali strutture e non sul numero di bambini effettivamente presenti nel comune. Così, se per un motivo o un altro un comune non ha asili, continuerà a non ricevere finanziamenti.  Esposito denuncia che lo stesso meccanismo è valido per il trasporto pubblico: “Nel trasporto pubblico locale la CTFS nel 2017 ha introdotto per gli autobus un meccanismo analogo agli asili nido. Non ne hai? Vuol dire che non ti servono.”

Errore tecnico grave mai corretto
fabbisogni standard - Renzi e Delrio
Matteo Renzi e Graziano Delrio

Esposito ricorda che nel 2014, l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, spiegò che si trattava di un «errore tecnico grave, che correggeremo»”.  Purtroppo, anche a causa della latitanza dei parlamentari meridionali, il giornalista lamenta che “l’errore è diventato metodo e gli zeri sono sempre lì.”  Nella commissione bicamerale, nessun parlamentare meridionale ha preso la parola su questo tema.

 

La posizione dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani
fabbisogni standard - Renzi e Decaro
Matteo Renzi con Antonio Decaro
Foto LaPresse – Donato Fasano

Gigi Di Fiore ha intervistato Antonio Decaro, Sindaco di Bari da tre anni e anche presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni italiani (ANCI) dallo scorso anno.  Di Fiore gli ha chiesto se il meccanismo fosse “contrario a quanto prevede la Costituzione, sugli obiettivi di perequazione della fiscalità e degli squilibri socio-economici?” Decaro risponde che “In parte è così. Il criterio ha profili anti costituzionali. Convengo con lei. Se si prende per parametro l’esistente e si finanzia quello, non si riuscirà mai a incidere sulla capacità di eliminare uno squilibrio aiutando chi è stato costretto ad assicurare meno servizi e, per invertire la rotta, avrebbe bisogno di maggiori fondi. Con il criterio del fabbisogno standard avviene l’inverso”.

Mentre Decaro è convinto che l’ANCI inizierà per il 2018 una forte iniziativa con i parlamentari per cambiare la metodologia utilizzata per determinare i fabbisogni standard, è preoccupato sul fronte dei bilanci comunali. Secondo Decaro, alcuni cambi che sono avvenuti rispetto al modo di tenere la contabilità dei comuni, rischia di far tagliare ulteriormente i servizi.  Decaro spiega che ora “si possono far figurare nella contabilità solo quelli esigibili o riscossi. Il resto, in percentuale, viene inserito nel fondo dei crediti di esigibilità dubbia. I riflessi contabili sono evidenti. Il rischio è dover tagliare i servizi, con tutte le conseguenze facilmente intuibili.”

Fabbisogni standard e L’assenza dei parlamentari meridionali

Il meridionalismo lotta per ridurre la disuguaglianza territoriale chiedendo il pieno rispetto dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana sull’uguaglianza. Purtroppo, fra i cosiddetti “gravi errori tecnici” spiegati da Delrio e i silenzi e le assenze nelle commissioni dei parlamentari eletti al Sud, la forbice fra Centro-Nord e Sud si allarga.  In vista delle prossime elezioni parlamentari, sarà necessario stilare le liste dei parlamentari eletti al Sud e di pubblicare le presenze, le mozioni presentate, come hanno votato e come sono rimasti in silenzio. I parlamentari che si ripresenteranno alle urne andranno puniti (o premiati, ma abbiamo i nostri dubbi) anche nella cabina elettorale.

fabbisogni standard - il mattino 2014
Dichiarazioni di Renzi nel 2014 – dopo tre anni l’imbroglio resta

L’immagine in evidenza è dal sito “Briganti”