Trump è un pericoloso guerrafondaio

Donald Trump è un pericoloso nemico della pace e della riconciliazione tra i popoli.  La decisione di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, senza alcun motivo di natura impellente, annunciata il 5 dicembre, ne è la prova.  Ha dato forza ai guerrafondai e colonialisti capeggiati dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, leader del Likud. Ha dato anche motivo all’estremismo arabo e islamico di appellarsi alle masse per giustificare e ritornare a vecchi metodi di lotta violenta.

L’annuncio di Trump è arrivato come la manna dal cielo per Netanyahu ed alcuni alleati che sono in enorme difficoltà per indagini per reati comuni.  Nel frattempo, Trump sta anche usando l’annuncio per riguadagnare favore con gli ebrei americani dopo aver accettato senza indugio l’appoggio dei gruppi nazisti antisemiti.

E ora, i civili palestinesi pagano le conseguenze della protesta che è scoppiata nei Territori Occupati e nella stessa Gerusalemme.  Lottano a mani nudi contro un esercito armatissimo.

 

donald trump - guerrafondaio
8 dicembre 2017. Scontri tra palestinesi e le forze israeliane nella città vecchia di Gerusalemme. / AFP PHOTO / Ahmad GHARABLI
Morti e feriti sULLA COSCIENZA DI TRUMP

Da fonti della Mezzaluna Rossa, al 7 dicembre si contavano almeno 4 palestinesi morti. I feriti sono 1.795 feriti, di cui 121 con munizioni letali e 346 con munizioni in metallo rivestite di gomma. Almeno 1.239 persone sono rimaste asfissiate dopo aver inalato gas lacrimogeni sparati dalle forze israeliane durante gli scontri.  Altri 43 sono stati feriti a seguito di percosse brutali ad opera dei soldati israeliani.  Nove abitanti di Gaza sono rimasti feriti durante i raid aerei condotte dagli israeliani dopo il lancio di razzi dalla Striscia.

I militari israeliani hanno arrestato circa 50 palestinesi residenti a Gerusalemme. Fra questi ci sono donne e tantissimi ragazzi sotto i 17 anni di età.  Gli arresti sono avvenuti durante le proteste e i sit-in dentro ed intorno alla Porta di Damasco, nella Città Vecchia.  Molti dei giovani detenuti sono stati feriti con pallottole di acciaio rivestite di gomma o picchiati dal personale di sicurezza israeliano.

Siamo vicini a israeliani e palestinesi che lottano in modo non violento per far valere i diritti dei palestinesi nei territori occupati.  Sarà nostro compito fare pressione per il rispetto dei diritti umani e civili dei palestinesi in tutti i consessi internazionali.

Alessandro Citarella – segretario politico MERIDEM